Prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito: scatta la fase finale dei controlli sui redditi 2022

Prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito: scatta la fase finale dei controlli sui redditi 2022

Attività sindacali | Previdenza e fisco

27/07/2026



C’è tempo fino al 15 settembre per regolare la propria posizione con l’Inps e non incorrere nella revoca di benefici quali la reversibilità, l’integrazione al minimo, la maggiorazione sociale, la quat

L'Inps richiama i pensionati che percepiscono prestazioni collegate al reddito, che non hanno comunicato i redditi relativi al 2022 né con la dichiarazione dei redditi compilata nel 2023, né – in caso di ulteriori redditi – con il modello RED. Se la comunicazione non arriverà entro il 15 settembre 2026, l’istituto procederà alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito percepite nel 2022 e al recupero delle eventuali somme risultate non dovute.


Chi è interessato dall’obbligo di comunicazione dei redditi

Le prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito sono l'integrazione al trattamento minimo; le maggiorazioni sociali; la somma aggiuntiva, nota come quattordicesima; le pensioni ai superstiti, chiamate anche reversibilità. Essendo collegati al reddito, l’Inps verifica annualmente che i titolari di questi assegni abbiano ancora diritto a riceverli, e che l’importo erogato sia corretto. La verifica avviene tramite la dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi Persone Fisiche) e la compilazione del modello RED, questo secondo caso se si è in presenza di ulteriori redditi: normalmente l’Inps agisce con sospensioni e revoche dopo almeno 4 anni in cui ha inviato opportuni solleciti. Sono escluse da questa procedura di verifica le prestazioni assistenziali di invalidità civile; gli assegni sociali; le pensioni sociali.


Cosa succede se non si è in regola

Per i pensionati, che non hanno ancora trasmesso i dati reddituali relativi al 2022, sul cedolino di agosto 2026 compare la dicitura “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”. E vedranno una trattenuta con un importo pari al 5% della pensione lorda corrisposta nel mese di luglio 2026. La stessa trattenuta sarà applicata anche nella pensione di settembre: questi addebiti rappresentano l'attuazione della sospensione delle prestazioni collegate al reddito prevista dalla normativa.


Come regolarizzare la posizione

Gli interessati possono mettersi in regola entro il 15 settembre 2026, trasmettendo le informazioni reddituali richieste. Passato questo termine, l'Inps procederà alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito percepite nel 2022, con il recupero delle eventuali somme che dovessero risultare non dovute.


La comunicazione può essere effettuata direttamente online attraverso il servizio Red Precompilato, disponibile sul sito dell'Inps e nell'area personale MyINPS. Ma anche il sindacato può essere di aiuto. Gli operatori della Fnp Cisl del Veneto, in sinergia con il patronato Inas Cisl, sono a completa disposizione in tutte le sedi territoriali per verificare la posizione, controllare i requisiti e aiutare nella domanda di ricostituzione. Inoltre, per la dichiarazione dei redditi è in generale utile rivolgersi al Caf Cisl: saprà indicare se basta il 730 o se serve anche il modello RED per mantenere il diritto alle prestazioni aggiuntive. Il numero verde unico di Inas e Caf è 800 249 307.


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