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09/10/2026
L’annuale sondaggio della Fnp Cisl Veneto solleva temi che il sindacato intende affrontare da subito, partendo con il confronto sulla Legge di Bilancio. Ma gli obiettivi sono a lungo termine
Da cinque anni la Fnp Cisl Veneto promuove, in occasione della Festa dei Nonni del 2 ottobre, un questionario per indagare fra gli anziani “la nonnitudine” dal punto di vista sociale, affettivo ed economico. Il questionario 2026 ha confermato i dati sull’accudimento già raccolti nelle edizioni precedenti, ma ha fornito uno spaccato interessante e inedito su quelle che sono le preoccupazioni molto concrete dei nonni pensando al futuro dei loro nipoti. Emergono chiare due consapevolezze: la prima è che senza i nonni una famiglia su 2 non riuscirebbe a gestire la quotidianità; la seconda è che viviamo in un’epoca di grandi incertezze, con diverse motivazioni alla base e con conseguenze sul futuro di figli e nipoti. Incertezze che il sindacato conosce e tenta di affrontare, come dimostrano sia il Libro Verde della Cisl, sia l’Agenda della Dignità della Fnp Cisl, recentemente presentati come percorso nel breve (con la Legge di Bilancio 2027) e lungo termine. Abbiamo analizzato il questionario 2026 per la Festa dei Nonni alla luce de nostro impegno sindacale nell’ultima puntata di Parliamo di… su TV7, andata in onda il 7 ottobre e che qui potete rivedere.
Le preoccupazioni dei nonni
L’ultima domanda del questionario, a risposta libera, era “Pensando al presente e al futuro dei tuoi nipoti, quali sono le preoccupazioni più grandi che senti?”. Rielaborando le risposte, questi i risultati: l’incertezza generale e l’instabilità preoccupano il 46,9% dei nonni, mentre il 37,6% giudica negativamente la società attuale (includendo anche i timori delle nuove tecnologie e la sicurezza). Andando nello specifico, le paure hanno questi nom: il 14,3% teme la guerra; ancora il 14,3% è preoccupato dalla precarietà economica e dal lavoro; il 7,3% teme la crisi climatica e il 5,3% è preoccupato dall’accesso alle cure mediche. Questo quadro spinge a una riflessione e a una azione sindacale che sintetizziamo nei tre punti successivi.
Stipendi e pensioni: l'incertezza economica e l'inflazione
Retribuzioni basse, carriere discontinue, aumento esponenziale del costo della vita: stiamo vivendo il paradosso che aumenta l’occupazione (ma è occupazione “di qualità”?), c’è stato un concreto impegno alla diminuzione del cuneo fiscale e della tassazione, ma aumenta anche la povertà. Né gli stipendi né le pensioni sono agganciati correttamente all’inflazione: sui primi gravano anche rinnovi contrattuali fatti sempre in ritardo, sulle seconde un meccanismo di rivalutazione mai stabile.
Servizi non uniformi e spopolamento: la mappa delle fragilità
Senza servizi adeguati, il Veneto perde attrattività (e quindi risorse), come dimostrano i noti dati del Cnel: tra 2011 e 2024 se ne sono andati 56mila under 35, non solo all’estero, ma anche nelle altre regioni del Nord. E come dimostrano anche i dati della Fnp Cisl Veneto con la ricerca “Analisi territoriale per un sindacato operativo” presentata in primavera: dal 2005 al 2025 il Bellunese, il Polesine e il litorale turistico hanno subito fenomeni maggiori di spopolamento, perché sono i territori più fragili sia economicamente sia per mancanza di servizi, e sono anche i territori dove la concentrazione di popolazione anziana è più elevata.
Se il saldo demografico regionale segna dal 2005 al 2025 comunque un +3,8%, i Comuni della zona montana registrano una flessione della popolazione che va dal -20% al -40%. Viceversa sono cresciuti moltissimo (con punte anche oltre il 40%) Comuni in aree ben servite: in questa variazione positiva sono particolarmente “premiate” le province di Verona e Padova. Ma attenzione, la “migrazione” è anche interprovinciale: nel caso dei capoluoghi più popolosi, si registra in generale una flessione della popolazione a favore della cintura urbana, per l’attrattività dei servizi e delle opportunità abitative a costi inferiori rispetto ai centri.
L'impatto sulla qualità della vita e sull'invecchiamento attivo
Torniamo al questionario per la Festa dei Nonni: abbiamo chiesto se, per occuparsi dei nipoti, i nonni e le nonne avessero operato delle rinunce. Circa la metà ha risposto affermativamente, ed è nel dettaglio che troviamo informazioni interessanti sul mantenimento di uno stile di vita sano che contribuisce a un invecchiamento attivo e in salute: il 78,3% dice di avere meno tempo per interessi, hobby e volontariato; il 42% per stare con gli amici e altre forme di socializzazione; il 30,8% per l’attività fisica regolare e il 15,4% per fare prevenzione basica: visite e riposo.
Al netto dell’affetto, il dato che una famiglia su due si appoggia ai nonni per necessità “logistiche” è comunque un fatto che impatta sulla qualità della vita.
Sanità e Sociale: il confronto dei sindacati con la Regione
Le parti sociali nelle scorse settimane hanno avviato un confronto sia con l’ass. regionale al Sociale Paola Roma, sia con l’ass. regionale alla Sanità Gino Gerosa. È un segnale positivo, perché i due assessorati sono coinvolti nella rivoluzione dell’assistenza sociosanitaria territoriale, prevista dal PNRR con il DM77, e nella rivoluzione dell’architettura dei servizi sociali: Case della Comunità e Ambiti Territoriali Sociali sono le due grandi novità con cui avremo a che fare, le prime per una sanità più vicina al cittadino, i secondi per un’organizzazione più efficace degli interventi sociali.
Nelle prossime settimane pubblicheremo singoli approfondimenti sull’Agenda della Dignità della Fnp Cisl, calati sulla nostra realtà del Veneto.