Fnp Veneto in formazione in vista dell’ampliamento della Riforma della disabilità

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27/01/2026



Nel 2026 aumenteranno a 4 le province sede di sperimentazione. Un problema: «Il decreto Milleproroghe ha disallineato questo percorso con quello della Legge Delega Anziani»

Comincia nel 2026 la formazione della Fnp Cisl Veneto con un appuntamento dedicato alla Riforma della disabilità, che nella nostra regione vede Vicenza già da settembre 2025 inclusa tra le province italiane di sperimentazione, mentre in primavera dovrebbero aggiungersi Treviso, Venezia e Verona (dal 1° gennaio 2027 sarà estesa a tutto il territorio nazionale). La Riforma della disabilità punta su un modello centrato sulla persona, introducendo il Progetto di Vita personalizzato per promuovere autonomia e inclusione sociale. E semplifica l'accesso ai servizi accentrando sull’Inps molte competenze prima frammentate tra l’istituto e le Ulss: l’Inps ora assume il ruolo di unico soggetto accertatore dell'intero procedimento di valutazione sanitaria, che serve a certificare una disabilità e, quindi, il riconoscimento di una invalidità. Proprio questo ultimo aspetto, insieme a una valutazione di come sta procedendo la sperimentazione su Vicenza in previsione dell’ampliamento della stessa, sono stati oggetto della giornata formativa per i pensionati Cisl dal titolo Riforma della disabilità: il contributo Inps nel Veneto, che si è tenuta a Mestre il 21 gennaio con ospiti il direttore regionale Inps Veneto Filippo Pagano e il responsabile regionale del patronato Inas Cisl Jacopo Arca. Alla giornata è stato dedicato anche un servizio su TV7 Box, che si può rivedere in questa pagina.


Operatori, recapitisti e agenti sociali sempre più competenti



«L’obiettivo per la Fnp del Veneto è che i propri operatori, i nostri agenti sociali e i recapitisti, siano sempre più formati e competenti a dare risposte alle persone che si rivolgono alle nostre sedi, per questo stiamo investendo tanto in appuntamenti formativi», spiega Tina Cupani, segretaria generale Fnp Cisl Veneto, «anche nel caso della Riforma della disabilità, dalla sperimentazione nel territorio vicentino è emerso che il ruolo del sindacato, e dei nostri pensionati che collaborano col patronato, resta fondamentale come filtro, indirizzamento e, naturalmente, avvio pratiche. Il fattore umano e un accompagnamento competente restano molto importante per l'utenza». L’Inps del Veneto ha sottolineato come nel territorio, oltre alla sperimentazione a Vicenza direttamente collegata alla riforma, l’istituto in realtà è già accertatore unico, occupandosi della fase di valutazione sanitaria, anche a Venezia e Verona con apposita delega della Regione. I risultati sono positivi è la collaborazione con gli intermediari utile: siccome la domanda avviene sempre in modalità telematica, condividere a monte con sindacati e patronati le procedure consente agli stessi di assistere meglio l’utenza nell’avvio delle pratiche. Il patronato Inas Cisl del Veneto, in particolare, si sta dotando nelle diverse sedi di un proprio medico legale: con questo servizio qualificato si riduce il rischio di rigetto della pratica.



Il neo: la Riforma della disabilità e la Riforma della non autosufficienza sono disallineate



La giornata è stata anche l’occasione di riflettere su una criticità: Riforma della disabilità (con il decreto n. 62/2024) e Riforma della non autosufficienza legata alla Legge Delega Anziani (con il decreto temporalmente precedente n. 29/2024) avrebbero dovuto muoversi di pari passo. Così non è, creando una incertezza di procedure e di riferimenti (Inps per la disabilità, i Punti Unici di Accesso gestiti dagli ATS per la non autosufficienza) per chi è nella condizione di essere contemporaneamente anziano over 70 e con una non autosufficienza da certificare. «È il grosso problema che stiamo affrontando in questi giorni», conferma Cupani, «la Riforma della disabilità ha una programmazione chiara e una sperimentazione che ne sta consolidando l’attuazione, invece tutto quello che è il decorso della Legge Delega Anziani è slittato con il decreto Milleproroghe al prossimo anno. Questo crea una difficoltà, perché in qualche modo la procedura doveva essere unificata, invece ci troviamo percorsi diversi a seconda dell’età».