Salute e Prevenzione
14/01/2026
Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore le nuove regole sulla validità delle prescrizioni mediche che riguardano soprattutto le impegnative con priorità B
Il Decreto Regionale n. 173 del 24 novembre 2025 è
entrato in vigore dal 1° gennaio 2026, e stabilisce nuve regole sulla validità
delle prescrizioni mediche. Le modifiche più importanti riguardano soprattutto
le impegnative con priorità B (visite o esami da svolgere entro 10
giorni), mentre per le altre tipologie di ricetta non sono previste variazioni.
Cisl Veneto e Fnp Cisl Veneto hanno sintetizzato i principali cambiamenti per
aiutare gli utenti a orientarsi nel nuovo sistema.
Cosa cambia per le ricette con priorità
La priorità B indica una prestazione da
eseguire entro 10 giorni. Con il nuovo decreto, la gestione di queste
impegnative diventa più stringente.
- Solo
20 giorni per prenotare
Dalla data di emissione della ricetta, l’utente ha 20 giorni di tempo
per contattare il CUP e fissare l’appuntamento.
- Scadenza
immediata se non si prenota
Se i 20 giorni trascorrono senza aver effettuato la prenotazione, la
ricetta non è più valida. In questo caso sarà necessario tornare
dal medico per ottenere una nuova prescrizione.
- Le
ricette emesse prima del 2026 non cambiano
Le nuove regole valgono solo per le impegnative rilasciate dal 1°
gennaio 2026. Le ricette emesse entro il 2025 mantengono la validità
precedente, pari a 180 giorni.
Cosa non cambia
Per tutte le altre tipologie di ricette, la normativa rimane
invariata:
- Priorità
U (Urgente) entro 72 ore; D (Differibile) e P
(Programmabile) entro180 giorni.
- Esami
del sangue e controlli periodici: anche per queste prescrizioni resta
confermata la validità di 180 giorni.
- Prenotazione
effettuata, la ricetta non scade: una volta fissato l’appuntamento, la
ricetta non scade più, anche se la data della visita supera i 20
giorni (per le priorità B) o i 180 giorni (per tutte le altre).
Il ruolo del sindacato
CISL Veneto e FNP CISL Veneto continueranno a monitorare
l’impatto di queste modifiche sull’accesso ai servizi sanitari regionali, con
particolare attenzione alle ricadute per le persone più fragili e per chi
incontra maggiori difficoltà nella prenotazione delle prestazioni. L’obiettivo
è garantire informazione, tutela e accompagnamento, affinché nessuno venga
penalizzato da cambiamenti organizzativi che richiedono attenzione e
tempestività.