Salute e Prevenzione | Servizi TV
14/11/2025
Nell’evento “Non giocarti la vita” l’associazione ha presentato i risultati del progetto nazionale, confrontandosi con Fnp Veneto e Adiconsum
Il 1° ottobre si è tenuto l’evento “Non giocarti la vita”,
dove Anteas, Fnp Cisl Veneto e Adiconsum Veneto si sono confrontate sulla
connessione tra solitudine e gioco d’azzardo patologico, grazie anche ai
contributi scientifici portati dalla psicologa dott.ssa Alessia Furgeri, dalla
collega dott.ssa Emilia Serra dirigente Serd nell’Ulss 4 Veneto Orientale e da
Oscar Mazzocchin, portavoce di “Mettiamoci in Gioco”. Al convegno è dedicato un
servizio di TV7 Box andato in onda il 22 e 23 ottobre con interviste a Tina
Cupani, segretaria generale Fnp Cisl Veneto, e Lorenza Leonardi,
vicepresidente Anteas nazionale. Si può rivedere in questa pagina. In allegato
il volantino con il programma del convegno.
Anteas e “Mind the Gap”
“Mind the Gap” è un progetto finanziato dal Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali (annualità 2023) volto a contrastare
la solitudine involontaria e il disagio sociale degli anziani con attenzione al
Gioco d'Azzardo Patologico (Gap, appunto). Questo progetto è stato realizzato
da Anteas Nazionale, in partenariato con Anteas di Venezia e altre
Anteas regionali o provinciali (coinvolgendo in tutto 21 territori), con
Adiconsum Marche e in collaborazione con la Fnp, con soggetti
pubblici (i Serd e i servizi sociali), e professionisti che si occupano del
problema. Il progetto nazionale ha realizzato oltre 140 iniziative locali
per il contrasto alla solitudine ed al disagio degli anziani.
Solitudine e dipendenze
Sappiamo che l'isolamento sociale e la
solitudine rappresentano un grosso problema sociale e che è in forte aumento. E
c’è una correlazione tra solitudine e propensione verso dipendenze:
alcune persone che si sentono sole possono sviluppare comportamenti a rischio,
come l'abuso di alcol o sostanze, o essere propensi al gioco d’azzardo
patologico perché, per esempio, per giocare si recano al bar che è uno spazio
di aggregazione. E perché il gioco tiene “legati” per l’eccitazione del farlo. Queste
situazioni sono difficili da agganciare, sia prima che sfocino in
situazioni patologiche che dopo, perché un anziano raramente si rivolge ai
servizi per le dipendenze, visto che non si riconosce ludopatico e creando
quindi solo un problema del singolo, ma anche per la comunità.