Su Tv7 parliamo di lavoro, diritti e previdenza… in vista del 13 maggio

Attività sindacali | Servizi TV

04/05/2023



Ospite Tina Cupani, segretaria generale Fnp Veneto

Nell’ultima puntata di “Parliamo di…”, andata in onda il 29 aprile, la segretaria generale Fnp Veneto Tina Cupani è entrata nel dettaglio della partecipazione dei pensionati alla grande mobilitazione nazionale promosso da Cgil, Cisl e Uil Per una nuova stagione del lavoro e dei diritti, che inizia questo sabato 6 maggio a Bologna e che vedrà la delegazione veneta protagonista sabato 13 maggio a Milano (si veda l’articolo a questo link). Potete rivedere la trasmissione fino al 9 maggio (orai nella grafica) o in questa pagina.

PENSIONATI IN PIAZZA, PERCHÉ

Il costo della vita, schizzato alle stelle, crea molte difficoltà per la gestione della quotidianità, dato che più della metà dei pensionati vive con una pensione lorda inferiore ai 1.500 euro al mese. La spesa, pagare le tasse, curarsi sono diventati delle sfide.

Tutelare anziani e pensionati oggi significa tutelare gli anziani e i pensionati di domani, che saranno proporzionalmente di più e con una pensione molto più bassa causa regime contributivo (ne abbiamo parlato nel convegno Calo demografico: quali ricadute sul sistema socio previdenziale, la sintesi degli interventi è a questo link).

DIFESA DEL SISTEMA SOCIOSANITARIO PUBBLICO

I problemi sono sotto gli occhi di tutti: liste d’attesa, carenza di personale, operatori e pazienti in difficoltà… il risultato è una pericolosa privatizzazione e disuguaglianza. Riesce a curarsi e a fare prevenzione chi può pagare e rivolgersi al privato.

Le nostre richieste:

  • incremento del finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale
  • piano straordinario di assunzioni e stabilizzazione del personale precario
  • riforma della formazione universitaria
  • rafforzamento della sanità territoriale e dei servizi di prevenzione e ospedalieri
  • superamento dei divari territoriali
  • sostegno della legge sulla non autosufficienza con risorse adeguate, anche attraverso un fondo nazionale pubblico di natura universale

FISCO EQUO, SOLIDALE E PROGRESSIVO

L’art. 53 della Costituzione dice “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Il problema per i pensionati è che sono proporzionalmente tassati di più, perché non possono detrarre molte spese: se ai pensionati fossero applicate le stesse regole del lavoro dipendente, il fisco incasserebbe circa 11,9 miliardi di euro in meno! Inoltre serve separare nel bilancio dell'Inps le voci per spese assistenziali e spese previdenziali, perché creano la falsa idea che l'Italia spende troppo in pensioni. Se si considerano i trattamenti con una contribuzione alle spalle, le pensioni rappresentano l'11% del Pil, nella media europea.

PIENA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI

Il fatto che le rivalutazioni ogni anno siano parziali per i pensionati che hanno una pensione lorda superiore a 2.100 euro al mese crea il messaggio distorto che sopra quella soglia siano tutti ricchi.

Non si considerano, invece, molti fattori, a partire dal fatto che una mancata rivalutazione viene trascinata sugli anni successivi, con perdite progressive non recuperabili. Inoltre, spesso gli anziani sostengono economicamente le famiglie, in un momento in cui le spese per le cure aumentano con l’avanzare dell’età. Senza contare che una eventuale non autosufficienza prosciuga i risparmi.

RILANCIO DEL MERCATO DEL LAVORO

Serve più lavoro di qualità, che coinvolga tutti: giovani, donne e immigrati (come dimostrano le richieste rispetto all’ultimo decreto flussi). In questo modo si incamerano più risorse per sostenere i servizi pubblici e si creano le condizioni affinché le famiglie crescano con possibilità economiche dignitose.

Ribadiamo i numeri

  • tasso di occupazione generale: l’Italia (58,2%) è indietro rispetto alla media Ue (68,4%), mentre il Veneto (65,7%) ha valori simili a quelli europei.
  • occupazione femminile: la differenza uomini-donne in Italia è di 17 punti (67,1 contro 49,4%), in Veneto di 16 (73,5 contro 57,7%), nella Ue di 10 (73,4 contro 63,4%). La Cisl ha calcolato che se in Veneto le donne fossero occupate al 73,5% come gli uomini, staremmo già parlando di 200mila lavoratrici in più.
  • lavoro sommerso: le più recenti stime della Cgia di Mestre parlano di 203mila lavoratori irregolari in Veneto.