Tasse: in pochi le pagano per tutti. È necessario adeguare i salari, tutelare le pensioni e combattere l’evasione fiscale

Previdenza e fisco | Servizi TV

16/10/2026



La riflessione della Fnp Cisl Veneto a seguito della pubblicazione dell’ultimo report di Itinerari previdenziali: la maggior parte dei contribuenti ha redditi sotto i 29mila euro lordi l’anno

Aumentano i contribuenti, ma il grosso delle tasse viene pagato da pochi: è il paradosso della situazione italiana evidenziato recentemente da Itinerari Previdenziali. Su 59 milioni di Italiani, 42,8 milioni presentano la dichiarazione dei redditi e di essi 34,2 milioni versano l’Irpef. Questa tassa che vale 216,2 miliardi l’anno, quindi, è versata dal 57% della popolazione. Il paradosso aumenta andando nel dettaglio di quei 34,2 milioni di italiani che versano l’Irpef: 21,8 milioni hanno redditi compresi tra 7.500 e 29mila euro lordi l’anno, e versano il 21,3% di tutta l’imposta. Viceversa, 12,4 milioni di italiani con redditi superiori a 29mila euro lordi l’anno ne versano il 78,7%. Fermo restando che la progressività della tassazione è un criterio imprescindibile, questi numeri ci dicono che i redditi medi sono bassi.


I redditi e le pensioni basse sono un problema

Afferma Tina Cupani, segretaria generale Fnp Cisl Veneto: «Il Libro Verde recentemente pubblicato dalla Cisl dà la traccia per lavorare alla costruzione di un patto sociale. È evidente che dobbiamo rafforzare la contrattazione a livello nazionale, ma anche decentrato, perché dobbiamo arrivare a definire salari giusti. Non solo, dobbiamo anche difendere il potere di acquisto delle pensioni, e di questo parla l’Agenda della Dignità elaborata dalla Fnp Cisl nazionale: tra le richieste c’è quella di avere un sistema stabile di rivalutazione che non cambi a ogni Legge di Bilancio».


Bisogna combattere decisamente l’evasione fiscale

Abbiamo anche una evasione fiscale certificata da 110 miliardi l’anno: 98,5 miliardi di euro per le sole entrate tributarie, a cui si aggiungono circa 11 miliardi di contributi non versati. In pratica, ogni 100 euro dovuti in tasse, 17 non vengono versati. È anche vero che negli ultimi anni è diminuita (nel 2019 erano 19 euro), ma gli interventi strutturali sono stati pochi, come ad esempio l’obbligo della fatturazione elettronica, rispetto a rottamazioni o incentivi di diverso tipo e a termine. Aggiunge, inoltre, Cupani: «Noi abbiamo anche 3mila miliardi di debito pubblico e, pagando gli interessi su questo, non possiamo intervenire sulla sanità e sui servizi alla persona nel modo in cui dovremmo. Il recupero dell’evasione fiscale deve essere un percorso da affrontare con decisione».


Sul tema è andato in onda un servizio su TV7 Box il 14 e 15 ottobre, che si può rivedere in questa pagina.