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29/05/2026
Presentata in Consiglio Generale la ricerca “Analisi territoriale per un sindacato operativo”, promossa dalla Fnp Cisl Veneto
Il Veneto non è abitato e vissuto (tra lavoro e
servizi) nello stesso modo e, da una ricerca commissionata dalla Fnp Cisl
Veneto, emerge che zone montane, il sud della regione e le aree turistiche
costiere sono le più fragili: sono aree dove la popolazione diminuisce, la
percentuale di anziani è maggiore, e la capacità reddituale è minore. Quindi,
sono anche le zone da attenzionare di più, ragionando in termini di
attrattività e di mantenimento della popolazione, che invece ha la tendenza a
concentrarsi nella parte centrale della regione. La ricerca “Analisi
territoriale per un sindacato operativo”, condotta da Francesco Peron e Stefano
Dal Pra Caputo, ha intrecciato dati demografici, occupazionali ed economici
a livello comunale, e per raggruppamento dei futuri ATS (ambiti
territoriali sociali), in modo da poter comprendere meglio, anche in termini
quantitativi, i bisogni del territorio e individuare le direzioni più opportune
che il sindacato deve imboccare come parte sociale. La ricerca è stata
presentata il 29 maggio in occasione del Consiglio Generale della Fnp Cisl
Veneto: per ogni elemento di studio si è fornito il quadro regionale e si è
entrati nel dettaglio numerico dei 20 Comuni che risultavano primi e ultimi “in
classifica”. La ricerca completa, che comprende l’analisi di tutti i 559 Comuni
del Veneto, è ora nella disponibilità delle Fnp territoriali per agevolare il
loro lavoro.
Dati demografici
Non stupisce che la popolazione veneta si concentri
nei comuni capoluogo di provincia (il più popoloso è Verona con 255.133
abitanti, il meno popoloso è Rovigo con 35.497). In generale, il territorio
veneto è più abitato lungo le direttrici dei flussi di trasporto e delle
attività produttive, che attraversano la regione in senso latitudinale. Il
territorio è, per contro, meno abitato nelle aree montane e nel sud della
regione, il polesine. Non è un caso che, fra i venti Comuni meno popolosi del
Veneto, la maggior parte (e tutti molto piccoli) sia in area montana o
pedemontana. Questi stessi territori, insieme a parte di quelli costieri, sono
anche quelli dove il peso percentuale degli over 65 è più elevato: a
fronte di una media regionale del 24,9%, nei piccoli Comuni montani o del
polesine questa media supera abbondantemente il 30%, con picchi oltre il 40%;
mentre in pianura, dove ci sono più servizi e lavoro, la percentuale di over 65
anni diminuisce con un picco al minimo del 17%.
Lo svuotamento di questi territori è stato
anche molto rapido, basta guardare cos’è successo dal 2005 al 2025: se
il saldo demografico regionale segna comunque un +3,8% in 20 anni, i Comuni
della zona montana registrano una flessione della popolazione che va dal -20%
al -40%, con le percentuali che – per ragioni statistiche – risultano più
“allarmanti” nei Comuni più piccoli. Viceversa sono cresciuti moltissimo (con
punte anche oltre il 40%) Comuni in aree ben servite: in questa variazione
positiva sono particolarmente “premiate” le province di Verona e Padova.
Inoltre, nel caso dei capoluoghi più popolosi, si registra in generale una flessione
della popolazione a favore della cintura urbana: qui pesa l’attrattività
dei servizi e delle opportunità abitative a costi inferiori rispetto ai centri.
Dati occupazionali
I ricercatori hanno svolto una rielaborazione
originale dei dati pubblici, stimando Comune per Comune il tasso di
occupazione, calcolato dividendo il numero di occupati in rapporto alla
popolazione considerata attiva statisticamente (15-64 anni). A fronte di una
media regionale del 70,2% vediamo che la montagna ha un dato occupazionale molto
alto nelle aree dove sono presenti grandi marchi e siti produttivi (per es.
i Comuni dell’agordino, dove opera Luxottica, hanno un tasso di occupazione che
va dal 77 all’80%), ma a Nord (agricoltura e turismo) il dato cambia. Le aree
turistiche, montane e costiere, hanno invece un tasso di occupazione inferiore
alla media regionale anche di 5-6 punti, perché “scontano” la stagionalità.
Dati economici
Sono stati presi in considerazione i redditi da
pensione (media regionale: 24.219 euro lordi l’anno) e il peso percentuale delle
dichiarazioni dei redditi basse e medio-basse, cioè dai 10mila ai 26mila
euro lordi l’anno (in questa fascia la media è 21.009 euro lordi l’anno). La
distribuzione territoriale ci conferma che le aree di cui stiamo parlando
finora (montane, polesine e costiere), o perché “povere” di attività produttive,
o perché caratterizzate da lavoro discontinuo, producono pensionati poveri. E
sono le stesse aree da dove i giovani se ne vanno, e non sempre restando in
Veneto: non si tratta più solo di andare all’estero, ma anche di emigrare in
regioni limitrofe che garantiscono più servizi.
Il commento
La ricerca “Analisi territoriale
per un sindacato operativo” aggiunge un tassello al periodico lavoro di analisi
e studio della realtà veneta promosso dalla Fnp Cisl Veneto. «L’elemento
distintivo dell’approfondimento fatto quest’anno è la lettura nel tempo del
movimento della popolazione: questo ci dice molto di come il sistema pubblico non
abbia saputo intercettare i bisogni dei propri abitanti, o non sia riuscito
ad affrontare – per quanto di competenza – in modo incisivo quel susseguirsi di
scossoni che hanno reso problematica la situazione occupazionale», commenta
Tina Cupani, segretaria regionale Fnp Cisl Veneto. «Un aumento di richieste su una pratica, una difficoltà ricorrente
nell’accesso a un servizio, una famiglia che non sa orientarsi tra sanità e
sociale, una persona anziana che non riesce più a usare gli strumenti digitali:
sono esempi di richieste di aiuto che noi come sindacato intercettiamo e, oltre
a fornire ascolto orientamento, organizziamo poi in proposte concrete da
portare nei luoghi in cui si decide», continua Cupani, «il nostro compito è partire da quell’ascolto e farlo diventare proposta.
Questo significa denunciare le criticità quando serve, ma anche indicare
strade, costruire alleanze, partecipare ai tavoli, presidiare i processi,
portare competenza».
Abbiamo
presentato una anticipazione della ricerca a TV7 con voi – speciale sera (can.
19) in onda il 5 maggio: la puntata si può rivedere in questa pagina.