Non autosufficienza | Servizi TV
17/02/2026
La DGR n. 22 del 20 gennaio 2026 porta una piccola ma significativa semplificazione nella sottoscrizione della domanda di accesso ai servizi. In questo articolo chiariamo l’intero percorso
Mentre la riforma della non autosufficienza, prevista dalla
Legge
Delega Anziani
, è stata rimandata di un anno con il
Decreto
Milleproroghe
, alcuni passi vengono fatti a livello locale per recepire
alcune richieste migliorative nella delicata fase di accesso ai servizi in caso
di anziano non autosufficiente. È il caso della DGR n. 22 del 20 gennaio 2026,
con cui
la Regione Veneto semplifica la burocrazia
legata alla “Domanda
per l’accesso ai servizi di rete residenziali, semiresidenziali, domiciliari e
domiciliari integrati” e, in particolare, la compilazione della Svama, la Scheda
di valutazione multidimensionale dell’anziano. All’atto della sottoscrizione,
il cittadino non deve più impegnarsi nell’individuare un amministratore di
sostegno: era stato osservato da più parti che questo passaggio si traduceva in
una complicazione burocratica, che ritardava la presa in carico della persona.
Dai Servizi sociali al PUA alle indennità
In un contesto nazionale che ancora latita a dare piena
attuazione alla riforma della gestione della non autosufficienza che,
ricordiamo, interessa oggi 328.000 anziani non autosufficienti in Veneto, di
cui solo il 10% accolto in struttura, questo provvedimento punta in Veneto a
semplificare un po’ l’accesso ai servizi, siano essi domiciliari o residenziali.
Ma come funziona il percorso a oggi? I Servizi sociali del Comune di
residenza sono ancora il contatto primario. Dove è stato attivato, proprio in
virtù della riforma, ci si può rivolgere al Punto Unico di Accesso che
si trova in distretto o (se già aperta) nella Casa di Comunità. Da lì si
procede con la valutazione del grado di non autosufficienza: il primo passaggio
è la compilazione della scheda Svama che analizza la situazione sanitaria, la
situazione cognitiva e funzionale, la situazione sociale della persona. Essa
poi passa all’Unità Valutativa Multidimensionale Distrettuale (UVMD) che
assegna un punteggio complessivo: in caso sia compreso tra il 74 e il 99% viene
certificata una disabilità, e indicato il percorso successivo con Inps per
veder riconosciuta l’invalidità. Il punteggio del 100% determina una condizione
di non autosufficienza: da un punto di vista di assistenza, viene
individuato il percorso migliore per l’anziano non autosufficiente e si entra
in graduatoria per accedere ai servizi. Da un punto di vista economico, si può
accedere all’indennità di accompagnamento (552,57 euro nel 2026) o alla Prestazione
Universale, in caso di corrispondenza a precisi requisiti e ancora solo per
il 2026 (si veda questo
articolo per i dettagli), anno in cui termina la sperimentazione.
A un riepilogo di come funziona a oggi l’accesso ai servizi
per la non autosufficienza abbiamo dedicato un servizio su TV7 Box (can.
19), in onda il 18 e 19 febbraio e che si può rivedere in questa pagina.