Sanità territoriale, tre incontri pubblici promossi da Fnp Cisl Belluno Treviso

Sanità territoriale, tre incontri pubblici promossi da Fnp Cisl Belluno Treviso

Belluno | Treviso

20/02/2026



Approfondimento sulla riorganizzazione dei servizi: si parte lunedì 23 febbraio, alle 17, a Pieve di Soligo. Poi appuntamenti a Cappella Maggiore (il 26) e a San Vendemiano (il 27)

Tre incontri pubblici per illustrare alla cittadinanza la riorganizzazione dei servizi sanitari prevista dal decreto ministeriale 77/2022. La Fnp Cisl Belluno Treviso scende in campo per spiegare alla popolazione la nuova sanità territoriale, tra ospedali e case di comunità, telemedicina e centrali operative territoriali. Il primo appuntamento è lunedì 23 febbraio alle 17 all’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo. Interverranno Laura Fontana, segretaria Fnp Belluno Treviso, Aldo Lorenzon della Fnp e Marco Mosele, direttore del distretto socio-sanitario di Pieve di Soligo.

Giovedì 26 alle 15 si replica nella sala polifunzionale Tina Anselmi di Cappella Maggiore; il giorno successivo alle 14.30 al centro sociale Fabbri a San Vendemiano, dove con Fontana e Lorenzon interverrà Mara Dorigo, già responsabile delle professioni sanitarie del distretto Ulss 2 di Pieve di Soligo.

Gli incontri approfondiranno i cambiamenti introdotti dal decreto ministeriale 77/2022, che ridisegna l’organizzazione della sanità territoriale, e verrà fatto il punto sullo stato di attuazione delle case e degli ospedali di comunità, così come delle centrali operative territoriali (COT) previste dal decreto e finanziate in gran parte con fondi del PNRR. Si tratta delle strutture che rappresentano il cuore della nuova sanità territoriale, pensata per garantire assistenza di prossimità e risposte integrate ai bisogni socio-sanitari, in particolare della popolazione anziana e fragile.

«Come Federazione dei Pensionati della Cisl – evidenzia Franco Marcuzzo, segretario generale della FNP Cisl Belluno Treviso stiamo seguendo con grande attenzione l’evoluzione della nuova organizzazione della sanità territoriale, perché rappresenta una risposta concreta ai bisogni di cura e assistenza, soprattutto per le persone anziane e più fragili. È essenziale che questo modello assicuri continuità assistenziale e una vera integrazione tra ambito sanitario e sociale. La sfida principale sarà quella di renderlo pienamente operativo, mettendo davvero al centro la persona e la comunità, e garantendo una rete di servizi efficiente, accessibile e vicina ai cittadini».