Non autosufficienza | Servizi TV
13/03/2026
Dal 1° marzo le province di Treviso, Venezia e Verona si sono aggiunte a Vicenza per la sperimentazione della fase di accertamento sanitario. È possibile fare tutta la pratica al patronato Inas
Come avevamo già anticipato
in
questo articolo
, dal 1° marzo è cominciata la terza fase della
sperimentazione della Riforma della disabilità, nella parte che riguarda
l’accertamento
sanitario
, attività che diventa ora
interamente in capo all’Inps
.
Questa terza fase porta a 60 gli enti di secondo livello coinvolti (57
province “tradizionali”, le due province autonome
di Trento e Bolzano e la Regione Valle d’Aosta), in un cronoprogramma che
prevede che la riforma entri a regime
in tutto il territorio nazionale entro
il 2027
. In Veneto, alla provincia di
Vicenza
già interessata dalla
sperimentazione dallo scorso settembre si sono aggiunte in queste settimane
anche
Treviso, Venezia e Verona
. Abbiamo dedicato l’ultima nostra
partecipazione a
TV7 con voi – speciale sera
del 10 marzo ad
approfondire cosa cambia nelle procedure, e a spiegare in che modo il “sistema
Cisl”, con il patronato Inas in prima linea, si è organizzato per essere al
servizio dei cittadini. La trasmissione si può rivedere in questa pagina.
La Riforma della disabilità in pillole
La Riforma della disabilità rientra tra le progettualità
della Missione 5 “Inclusione e coesione” del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza (PNRR), è definita dalla Legge Delega 227/2021 e dai successivi
decreti attuativi, in particolare il n. 62/2024. Il principio principale
attorno cui ruota la normativa è la centralità della persona e la
promozione della sua autonomia: si sposta l’attenzione dal “cosa manca”
a una persona, a cosa “le serve” per realizzarsi nella sua vita (il perno è il
“Progetto di vita” personalizzato) e si favoriscono il più possibile soluzioni
di vita indipendenti.
Da un punto di vista tecnico e burocratico, gli obiettivi
sono quelli della semplificazione e dell’uniformazione. La Riforma della
disabilità, infatti, ingloba in un unico assetto normativo le fragilità prima
normate con tanti provvedimenti specifici (invalidità civile, cecità, sordità
etc.), che avevano procedure proprie e competenze date alle UIss o all’Inps in
modo diverso e talora concorrente. Inoltre, introducendo la classificazione
internazionale per certificare la disabilità, e affidando all’Inps tutta la
fase di accertamento sanitario, si crea una procedura valida per tutto il
territorio nazionale.
Gli step per l’accertamento
della disabilità
L’accertamento della
disabilità (requisito burocratico prima di avviare qualunque progettazione)
avviene con i seguenti step.
1. “Certificato medico introduttivo”: va compilato da un medico certificatore (il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, specialisti ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale, i medici in quiescenza iscritti all’albo, i liberi professionisti e i medici in servizio presso strutture private accreditate…). Va inviato telematicamente all’Inps, tipicamente attraverso un patronato: l’inoltro del certificato assume già la funzione di domanda e dà avvio al procedimento di accertamento.
2. Invio dei dati socioeconomici: contestualmente alla trasmissione del certificato medico introduttivo, il cittadino potrà inviare con apposito servizio, i propri dati socio-economici, ai fini dell’eventuale erogazione della prestazione economica.
3. “Valutazione di base unificata”, gestita interamente dall’Inps che coordina la commissione medica. Questa fase accerta l’eventuale disabilità/invalidità e il suo livello con il certificato sanitario. Questa è la fase oggetto della sperimentazione di cui stiamo parlando.
I patronati e il Certificato medico introduttivo
Come detto, il Certificato medico introduttivo (lo step 1) è la fase di
avvio del processo di riconoscimento della disabilità, e la legge del mercato
sta facendo sì che l’erogazione di questo servizio possa talora costare molto,
dato che non è un servizio che rientra nei LEA.
Il patronato Inas Cisl si è attrezzato nelle quattro province venete,
sede di sperimentazione, con un
servizio completo a partire dalla
presenza di propri medici legali
certificatori. In un solo appuntamento
in una sola seduta è possibile gestire
interamente la pratica: redigere
e inviare il certificato medico introduttivo e inviare i dati socioeconomici.
Inoltre, gli operatori forniscono anche una ulteriore consulenza: a partire dal
caso specifico, si può verificare la presenza di requisiti per chiedere altre
prestazioni previdenziali o assistenziali. In questo lavoro, il patronato Inas
è supportato anche dai nostri operatori della Fnp Cisl Veneto che si sono
formati appositamente.
Negli allegati i volantini esplicativi, provincia per provincia, qui di
seguito i numeri di telefono di riferimento:
- Treviso: tel. 0422 545 311,
335 443854
- Venezia: orari e contatti
di tutti gli sportelli in provincia a
questo link
- Verona: tel. 045 809 6030
(lun-gio ore 14.30-18)
- Vicenza: tel. 0444 228 711
(lun-ven ore 9-13, mar-gio anche 15-18)