Case di riposo e Covid, dalla Regione l'impegno a evitare l'aumento delle rette

Case di riposo e Covid, dalla Regione l'impegno a evitare l'aumento delle rette

Comunicati Stampa | Osservatori RSA | Osservatori RSA

07/01/2021



L'assessora Lanzarin ha finalmente incontrato i sindacati dei pensionati, ecco quanto ottenuto

Evitare gli aumenti delle rette nelle case di riposo e trasparenza sui contagi e decessi grazie all'Osservatorio regionale sulla sanità coi sindacati. Sono questi i principali risultati ottenuti da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto nell'incontro avuto martedì in videoconferenza con l'assessora regionale alla Sanità e Sociale Manuela Lanzarin che, dopo mesi di legittime richieste, si è confrontata sulla situazione delle Rsa con i rappresentanti dei pensionati, categoria a cui appartengono circa un milione e mezzo di persone (un quarto della popolazione veneta). Durante l'incontro sono state toccate le priorità di queste settimane con l'emergenza Covid in primo piano. «Abbiamo ottenuto due impegni concreti: un intervento per evitare l'aumento delle rette nelle case di riposo, e l'assicurazione che con il costituendo Osservatorio regionale sui temi socio-sanitari con le organizzazioni sindacali ci sarà uno scambio puntuale di dati e informazioni su case di riposo e vaccinazioni», affermano i segretari generali veneti Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil), che aggiungono: «Ci auguriamo che questo incontro sia solo l'inizio di un percorso di confronto costruttivo, che abbiamo tanto sollecitato per affrontare l'emergenza in atto e uscirne».

I sindacati, inoltre, a fronte delle lettere che i familiari degli ospiti di alcune case di riposo hanno ricevuto con la richiesta di un contributo per le spese Covid, hanno ottenuto dall'assessora Lanzarin l'impegno a intervenire direttamente per evitare questo aumento di fatto delle rette. «Queste richieste sono inaccettabili, dato che la Regione ha stanziato per i centri servizi dei ristori pari a quasi 13 milioni di euro compensativi per il 2020, e ha istituito la quota d'accesso sperimentale da 30 euro (anche se solo fino al 2022)», commentano i sindacati, «a maggior ragione la Regione stessa deve vigilare affinché le conseguenze del Covid non gravino ancor di più nelle tasche degli ospiti e dei loro famigliari».

Inoltre, Spi, Fnp e Uilp in quanto rappresentanti proprio degli ospiti delle case di riposo e – spesso – destinatari delle richieste d'aiuto delle loro famiglie, hanno rappresentato a Lanzarin la forte esigenza di trasparenza e costanza nelle informazioni relative a contagi e decessi nelle case di riposo, e sull'attuazione del piano vaccinale. Alle specifiche domande dei sindacati, la Regione ha fatto sapere che tutti gli anziani ospiti delle case di riposo saranno vaccinati, anche quelli che hanno avuto un tampone positivo in questi mesi. Sono, poi, in partenza le lettere destinate agli ultra 80enni a domicilio, per i quali la campagna di vaccinazione comincerà a inizio febbraio: «Sappiamo che l'assistenza domiciliare è sotto pressione, e il fatto che siano operative solo metà delle Usca programmate non aiuta. Tuttavia, sapere con esattezza l'andamento del piano vaccinale ci consente come sindacati di lavorare affinché gli anziani siano adeguatamente informati sull'importanza di vaccinarsi», considerano le sigle dei pensionati.

A tale proposito, Spi, Fnp e Uilp desiderano rimarcare, in questa difficile situazione che oramai si trascina da quasi un anno, l'importanza del vaccino come uno dei più preziosi alleati per la salute pubblica. Per il bene proprio e degli altri, quindi, invitano la popolazione tutta – e in particolare coloro che hanno a che fare con il pubblico, a partire proprio dagli operatori sanitari impegnati sul drammatico fronte delle case di riposo – a vaccinarsi con senso di responsabilità.

La lezione di questa pandemia è che tutta la filiera della sanità e dell'assistenza territoriale va rafforzata. Per questo Spi, Fnp e Uilp del Veneto ritengono che, passata l'emergenza, sarà necessario riprendere il confronto sugli interventi necessari ad aggiornare il nostro modello sociosanitario regionale a partire dalla cura degli anziani e, per quanto riguarda le case di riposo, dalla necessaria e non più rinviabile riforma delle Ipab (legge dello Stato del 2000, non recepita dal Veneto) e della legge regionale sugli accreditamenti che risale ormai al lontano 2002.