Ipab: dalla Regione ancora dilazione dei tempi della riforma. Così non va

Attività sindacali | Negoziazione sociale

22/10/2019



Insoddisfazione dei sindacati dopo l'incontro con l'assessora Lanzarin. Di seguito il comunicato stampa di Cgil, Cisl e Uil del Veneto

Cgil Cisl Uil del Veneto hanno promosso questa mattina una manifestazione per la riforma urgente delle Ipab, sostenuta con determinazione da centinaia di rappresentanti degli anziani e dei lavoratori del settore confluiti stamattina in campo San Tomà sotto le bandiere del sindacato. L'assessora Lanzarin, che ha ricevuto una rappresentanza sindacale al termine della manifestazione, ha ribadito l'intenzione di arrivare a una riforma complessiva ma ha dichiarato di essere ancora nella fase di elaborazione della nuova proposta di Legge e non ha fornito alcuna garanzia certa rispetto ai tempi della sua definizione e approvazione. Un passo indietro rispetto all'incontro di luglio in cui aveva già presentato le linee-guida della nuova normativa e si era impegnata a deliberare in Giunta e ad avviare l'iter di discussione e approvazione istituzionale nei primi giorni di settembre.

Appare evidente la mancanza di volontà politica di approdare all'approvazione della nuova legge entro questa legislatura. Un'inerzia politico-amministrativa incomprensibile rispetto alle tante promesse, dichiarazioni e annunci di questi anni su una delle priorità di legislatura dichiarate dalla stessa amministrazione regionale, un'inerzia che mette in discussione la sbandierata efficienza e virtuosità di una regione che chiede maggiore autonomia su tutto e non legifera sulle materie già di sua competenza. Abbiamo ribadito all'assessora che la dilazione o la mancanza di un intervento organico per garantire la natura e la gestione pubblica delle Ipab e dare loro una funzione più ampia e una prospettiva futura dentro la filiera dell'assistenza territoriale favorisce e accelera i processi di privatizzazione già in atto, anche sotto forma di esternalizzazioni di attività, servizi e interi reparti, svuotando di fatto il sistema pubblico e determinando un peggioramento della qualità dei servizi e delle condizioni di lavoro e delle tutele contrattuali nel settore.

Per questo proseguiremo nella nostra azione di pressione e sollecitazione nei confronti della Giunta, del Consiglio e delle forze politiche regionali per l'immediata definizione della nuova proposta di legge e della sua discussione e approvazione in Commissione e Consiglio regionale. Se è vero inoltre che nella proposta di Legge di Bilancio 2020 la Regione ha previsto un incremento dei fondi per la non autosufficienza e che 25 milioni di euro sono destinati in modo specifico a sostenere la riforma delle Ipab, allora provveda immediatamente a ridurre il maggior peso fiscale (Irap) che grava sulle strutture pubbliche rispetto a quelle private e ad incrementare il numero e la dimensione economica delle impegnative di residenzialità per dare una risposta efficace alle migliaia di richieste senza copertura e al crescente peso delle rette sugli utenti e sulle loro famiglie.

Qui la gallery del presidio del 22 ottobre a Palazzo Balbi