Gli interventi per la non autosufficienza devono essere di tipo universalistico a carico della fiscalità generale o con assicurazioni sociali obbligatorie per tutti i cittadini possessori di reddito
Non autosufficienza: no al ricorso
ad assicurazioni di tipo privatistico,
ma si applichi la legge regionale
Sabato 11 febbraio scorso si è tenuto a Padova presso l’O.I.C. (Opera Immacolata Concezione) alla Mandria un convegno dal titolo: “Il rischio della non autosufficienza tra ansie, preoccupazioni e incertezze”.
Il convegno aveva l’obiettivo dichiarato di lanciare una proposta, secondo gli organizzatori, “del tutto innovativa” e “rispettosa della dignità della persona”, di una assicurazione privata contro il rischio di non autosufficienza.
A sostegno di questa proposta, all’appuntamento padovano, erano presenti relatori del calibro del professore di diritto costituzionale dell’Università di Padova Mario Bertolissi e Giuseppe De Rita presidente del Censis (entrambi amici del presidente dell’OIC professor Angelo Ferro).
L’evidente impegno dei due relatori è stato quello di dimostrare nei loro interventi la bontà della proposta addirittura giustificandola con l’affermazione che il diritto all’assistenza previsto dalla Costituzione non è esigibile, in quanto
Ora ci rendiamo conto che ai due illustri relatori sia stato assegnato il compito di oliare una proposta (poco nobile) che andrebbe a consegnare gli anziani non autosufficienti al mercato assicurativo; noi però ci permettiamo di osservare che probabilmente essi non si sono resi conto del danno che provocherebbe una simile decisione a tutti quegli anziani, e sono la stragrande maggioranza, che non avrebbero nessuna possibilità di accedere a tale soluzione a causa delle miserrime pensioni che percepiscono.
Il rischio che si corre è quello che, a fronte di simili decisioni, venga meno quella tensione atta a valutare la non autosufficienza come il rischio sociale più grave di questo inizio di secolo e che si arrivi a consegnarne la soluzione al solo mercato, deresponsabilizzando chi di questo problema deve farsi carico, come le istituzioni e l’intera comunità.
Quello che ci preoccupa maggiormente è il fatto che chi ha responsabilità istituzionali, come l’Assessore regionale alla sanità nel suo intervento e il Ministro del welfare (non essendo potuta essere presente) nel suo messaggio abbiano avallato in maniera acritica l’iniziativa di consegnare i non autosufficienti veneti al mercato assicurativo.
Evidentemente non si sono posti il problema di come i paesi di quasi tutta l’Europa siano riusciti a risolvere il problema della non autosufficienza con interventi pubblici di tipo universalistico a carico della fiscalità generale o con assicurazioni sociali obbligatorie per tutti i cittadini possessori di reddito.
Anche su questo versante siamo buoni ultimi in Europa.
Adolfo Berti
Segretario Generale FNP CISL Veneto






