La manovra economica del governo Monti e la posizione della CISL
Un Patto Sociale che a tutti i livelli possa rilanciare il Paese
a partire dallo sviluppo, il lavoro, l’equità sociale
In merito alla manovra economica del Governo Monti, necessaria ed urgente per fronteggiare gli attacchi speculativi dei mercati finanziari e per dare credibilità a livello europeo all’obiettivo del pareggio del bilancio entro il 2013, il CG Cisl ritiene molto grave che il Governo si sia sottratto alla
definizione di un Patto sociale con le parti sociali non riconoscendo l’importanza della concertazione sociale.
Il CG Cisl rileva come la manovra sia stata contrassegnata fin dall’origine dalla mancanza di equità sociale, dalla pesantezza degli interventi sulla previdenza, dall’eccessiva tassazione (IMU, Accise, IVA) sui redditi di lavoratori e pensionati e dalla debolezza delle politiche per la crescita, con la conseguenza negativa di accentuare la possibilità della recessione economica per il 2012.
Nonostante l’azione della Cisl e la mobilitazione sindacale nei confronti del Governo e delle rappresentanze Parlamentari abbiano permesso di ottenere alcune modifiche sui punti socialmente più iniqui della manovra nella direzione auspicata dal Sindacato in particolare per quanto riguarda la salvaguardia delle pensioni più basse, una parziale gradualizzazione delle norme sull’età pensionabile, l’introduzione di criteri più equi per quanto riguarda la tassazione sulla casa in particolare per i nuclei famigliari, rimane necessario per tutta la fase dell’approvazione parlamentare della manovra proseguire nella mobilitazione sindacale per favorire ulteriori avanzamenti sul piano dell’equità sociale.
In particolare risulta necessario consolidare maggiormente la rivalutazione delle pensioni, eliminare il limite per i lavoratori in mobilità ai fini dell’esenzione delle nuove regole previdenziali, cancellare la penalizzazione per le pensioni di anzianità e gradualizzare maggiormente i nuovi limiti di età per l’accesso alla pensione per donne ed uomini.
Manca totalmente e va invece inserita, in particolare a beneficio dei giovani, l’obbligatorietà della previdenza complementare e la detassazione della contribuzione.
Per parte sua
Sul piano della tassazione, pur valutando positivamente le annunciate modifiche di inasprimento dei capitali scudati e sui titoli mobiliari, nresta necessaria l’introduzione di una tassazione patrimoniale ordinaria e una lotta più incisiva sull’evasione fiscale, a partire dalla riduzione a 500 euro della soglia di tracciabilità, con la conseguente forte riduzione dei costi delle carte di credito e dall’allargamento della deducibilità fiscale.
Resta comunque necessario, oltre l’emergenza più acuta, mettere in campo interventi riformatori più decisi ed organici relativi alla riforma fiscale, totalmente ignorata della
manovra, che riduca la pressione fiscale su lavoratori e pensionati a compensazione dell’inasprimento dell’IVA, per poter rilanciare la domanda interna e che sposti la tassazione sulle rendite, i patrimoni e i consumi più elevati.
Inoltre serve un’azione organica di abbattimento del debito, a partire da un’ampia dismissione del patrimonio pubblico, per evitare che a questa manovra ne debbano succedere rapidamente altre e una politica per la crescita e per il lavoro, che sappia accrescere gli investimenti pubblici su infrastrutture, reti, mobilità, innovazione e ricerca, ottimizzi l’utilizzazione dei Fondi Europei nel Mezzogiorno, favorisca anche attraverso la contrattazione territoriale il rilancio di investimenti produttivi per l’occupazione.
Nel contesto europeo, anche dopo i recenti accordi a livello UE, resta necessario definire con certezza una effettiva unità politica dell’Unione Europea, che sappia sostenere in modo univoco e tempestivo l’Euro e la politica monetaria, finanziaria, fiscale e sociale, realizzando gli interventi in materia di Euro Bond e di tassazione delle transazioni finanziarie necessari per sostenere politiche di investimento e di crescita, per dare prospettive migliori
all’occupazione e la coesione sociale in tutta Europa.
Su questi obiettivi il Consiglio Generale impegna l’organizzazione a proseguire la mobilitazione sindacale nazionale per tutto l’iter di approvazione della manovra con i presidi del Parlamento e a dare continuità alle iniziative sindacali a livello territoriale e regionale sulla politiche del lavoro e dello sviluppo, sulle politiche sociali, per il riordino della pubblica amministrazione, per la tutela dei redditi rispetto alle addizionali fiscali regionali e all’IMU, per la riduzione degli sprechi e delle inefficienze dei costi della politica e dei livelli istituzionali, per una liberalizzazione e riorganizzazione dei servizi pubblici locali.
In questo modo
(Dal documento finale del Consiglio generale della Cisl del 14 dicembre 2011)






